Colombia: Chiesa si interroga su massacro contadini a Tumaco

2017-10-10 Radio Vaticana

Divampa in Colombia la polemica su quanto accaduto la scorsa settimana a Tumaco, città che si trova sulla costa pacifica, nel dipartimento di Nariño (sudest del paese). Qui, il 5 ottobre, in circostanze ancora da chiarire pienamente, le forze dell’ordine, probabilmente per errore, hanno aperto il fuoco contro un gruppo di contadini che stavano formando una catena umana di fronte ai loro terreni, nei quali era prevista l’eradicazione della coca.

La zona di Tumaco è, infatti, quella a più alta coltivazione di coca di tutto il Paese. Il Presidente colombiano Juan Manuel Santos ha comunicato che sono sei i contadini uccisi e ha annunciato di aver aperto delle indagini sull’operato delle forze di polizia e in particolare su chi ha dato l’ordine di sparare. Le organizzazioni contadine parlano invece di nove vittime. Nella giornata di ieri le Farc (l’ex guerriglia marxista ora costituitasi in partito) e l’Eln (organizzazione della guerriglia ancora attiva) hanno solidarizzato con i contadini attraverso dei duri comunicati.

I fatti di Tumaco, che, da giorni stanno provocando nel Paese un forte dibattito, rischiano di mettere in discussione sia l’applicazione degli accordi di pace con le Farc sia il cessate il fuoco bilaterale che Governo ed Eln hanno concordato a partire dallo scorso 1° ottobre. In ogni caso, la questione agraria si conferma un punto chiave per la riuscita del processo di pace.

Sull’episodio – riferisce l’agenzia Sir - è intervenuta anche la diocesi di Tumaco attraverso il vicario generale, padre Arnulfo Mina, il quale ha dichiarato alla stampa locale: “Non vogliamo che si colpisca la gente, chiediamo allo Stato di definire politiche chiare stabilendo fino a quanti ettari le coltivazioni saranno sostituite e in quanti si procederà con l’eradicazione”. E ha aggiunto: “Nella misura in cui lo Stato ha politiche chiare, i contadini sono responsabili della sostituzione con culture legali e lo Stato garantisce che i prodotti coltivati possano essere commercializzati, allora si può arrivare realmente alla pace “. Infine, il vicario generale ha dichiarato che ciò di cui Tumaco ha bisogno è l’investimento sociale, le infrastrutture, le strade in buone condizioni e non più forza pubblica.

(Da Radio Vaticana)