Chiesa Zimbabwe si offre come “intermediaria per il dialogo”

2017-11-27 Radio Vaticana

“Grazie a Dio” e “grazie a voi per il vostro atteggiamento pacifico, la tolleranza, la cooperazione durante la transizione militarmente assistita cominciata il 15 novembre, che ha portato alle dimissioni dell’ex Presidente Robert Mugabe il 21 novembre e all’insediamento del nuovo Presidente Emmerson Mnangagwa il 24 novembre”. Hanno atteso la festa di Cristo Re dell’Universo per riprendere la parola i sei vescovi dello Zimbabwe, dopo i giorni che hanno segnato la svolta politica del Paese.

Nel loro messaggio ringraziano anche Mugabe “per il buon lavoro che ha fatto per lo Zimbabwe durante la lotta di liberazione e come presidente per 37 anni” e aggiungono: “Lo perdoniamo per le mancanze durante il suo lungo mandato”.

“Questo è un kairos e tutti i cittadini dello Zimbabwe dovrebbero avere voce nella transizione. La nazione deve sviluppare una cultura di ampia consultazione, costituzionalismo, difesa della vita, della dignità e dei diritti umani, delle libertà fondamentali” scrivono. I vescovi chiedono un “programma nazionale di trasformazione, fatto di obiettivi di breve e di lungo periodo” per “ricostruire il dialogo come base per la costruzione della nazione e per riorientare il Paese verso gli ideali di orgoglio nazionale collettivo e di prosperità nazionale”. La Chiesa si offre come “intermediaria per il dialogo” e rilancia la proposta di costituire una “piattaforma nazionale di riflessione sul futuro”, idea avanzata già nel 2006 dall’organismo ecumenico dello Zimbabwe.

(Da Radio Vaticana)