Ccee. Il cardinale Ouellet: nell'Europa in crisi è più fragile l'immagine dell'uomo

2012-09-29 Radio Vaticana

Prosegue nella cittadina svizzera di San Gallo la plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. Domani, la conclusione dei lavori. Al centro dell’appuntamento una vasta gamma di argomenti: dalla crisi economica alla nuova evangelizzazione, dalle questioni etiche alle riflessioni sul 50.mo anniversario del Concilio Vaticano II. Cosa sta emergendo? Il nostro inviato Mario Galgano lo ha chiesto al cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina, presente a San Gallo:

R. – C’è una missione e c’è una consapevolezza che dev’essere mantenuta. La Chiesa cerca di aiutare anche i politici, anche chi prende le decisioni sul futuro economico... Cerca di aiutare dalla sua prospettiva di fede, di sostenere lo sforzo per il bene comune e per la missione universale dell’Europa.

D. – C’è un’emergenza educativa in Europa?

R. - Sì, c’è un’emergenza educativa quando si perde il senso della famiglia: quando ci sono tutti questi dibattiti etici sulla natura del matrimonio, allora ci si chiede come i genitori e non solo loro, ma anche la scuola, come possano trasmettere l’eredità cristiana alle nuove generazioni. Questa è una preoccupazione profonda, perché sotto la crisi economico-finanziaria c’è una crisi dell’uomo, della visione dell’uomo, come ho potuto accennare anche qui e come abbiamo discusso in assemblea. La Chiesa, dunque, cerca di richiamare l’attenzione sulla posta in gioco che è veramente l’immagine dell’uomo stesso, creato ad immagine di Dio, che è la base dell’educazione cristiana. Se questo si perde, non avremo più modelli e questo porta a conseguenze gravi come la mancanza di ideali, di riferimenti, di modelli di persone nella gioventù. E’ una preoccupazione grande. L’Europa è un luogo di grande lotta sull’uomo, sull’antropologia, in questo momento. Si spera che l’antropologia cristiana, che è stata sviluppata nel contesto europeo, sarà conservata, in questa lotta, soprattutto per quanto riguarda le questioni etiche. Così, gli altri continenti potranno continuare a ricevere dall’Europa quello che hanno sempre ricevuto.