Card. Parolin: crisi nordcoreana, serve multilateralismo

2017-09-23 Radio Vaticana

“Il Vaticano nella famiglia delle nazioni”. E’ il titolo di un volume curato da mons. Silvano Maria Tomasi che analizza il ruolo diplomatico della Santa Sede alle Nazioni Unite. Il libro, pubblicato dalla Cambridge University Press, è stato presentato ieri sera alla residenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede. Nell’occasione, il cardinale Pietro Parolin ha tenuto un discorso incentrato sulle peculiarità della diplomazia vaticana al servizio della pace, del rispetto dei diritti umani e dello sviluppo dei popoli. A margine dell’incontro, il segretario di Stato vaticano ha concesso un’intervista esclusiva ad Alessandro Gisotti:

R. – Sono contento di questa occasione che ci è stata offerta, della presentazione del libro che raccoglie un po’ l’attività e gli interventi di mons. Tomasi all’Onu dopo lunghi anni di attività, proprio perché ci permette di ribadire l’importanza del multilateralismo in un periodo in cui il multilateralismo per molti aspetti è in crisi: la tentazione è di fare da sé e di prendere decisioni unilaterali che escano da questo quadro. Quindi, per ribadire l’importanza del multilateralismo, per ribadire il fatto che la Santa Sede lo ritiene lo strumento per affrontare e per risolvere i complessi problemi del mondo di oggi, per ribadire il nostro impegno – che poi, è l’impegno di tutti – il desiderio di servire la persona, di servire la sua dignità, di servire i suoi diritti, di servire la pace, di servire una convivenza ordinata e pacifica nel mondo. Quindi, la possibilità di richiamare questi grandi principi che sono i principi della Dottrina sociale della Chiesa. E, un'ultima cosa, anche di dare indicazioni concrete: non basta affermare soltanto con la volontà, non basta ricordare i principi; l’importante è proprio anche dare indicazioni di cammini che si possono seguire. Da questo punto di vista, il libro è veramente significativo.

D. – Il multilateralismo soprattutto nei momenti di crisi: pensiamo alla crisi nordcoreana, come possibilità proprio per trovare vie di dialogo e di riconciliazione …

R. – Sì: credo che sia proprio questo. Quando dicevo “la crisi del multilateralismo”, oggi evidentemente dovuta anche al diverso contesto in cui ci troviamo, in un contesto pluri-polare in cui ci sono molteplici istanze … Ma proprio per questo, direi, proprio perché il mondo si è diversificato enormemente, c’è la necessità di ricorrere a questo strumento per tentare di risolvere in modo pacifico le differenze che ci sono. Magari si potrà anche pensare alle istituzioni che traducono poi questo principio: immagino che abbiano bisogno anche loro di un aggiornamento … da quanto tempo si sta parlando di una riforma dell’Onu! Ma il principio rimane, ed è quello che abbiamo voluto sottolineare.

D. – E’ in corso l’assemblea generale delle Nazioni Unite: Papa Francesco si è fatto presente anche con dei tweet, chiedendo ai leader di impegnarsi per la pace e per il disarmo … Qual è, in fondo, la richiesta che la Santa Sede, il Papa in prima persona rivolge ai leader del mondo riuniti al Palazzo di Vetro?

R. – Io credo che al fondo ci sia un appello alla loro responsabilità: un appello, perché evidentemente nelle loro mani ci sono i destini dell’umanità, il destino della pace, il destino della convivenza armoniosa tra i popoli. Quindi, essere coscienti di questa loro responsabilità - e saperla tradurre poi anche nella pratica, attraverso un cammino fatto insieme - alla ricerca della pace e dello sviluppo del mondo.

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista al cardinale Pietro Parolin:

 

(Da Radio Vaticana)