Card. Koch auspica superamento contrasti tra anglicani

2016-01-15 Radio Vaticana

Cinque giorni di lavoro intenso a porte chiuse. Alla fine i primati delle 38 Province anglicane riuniti a Canterbury dall’arcivescovo Justin Welby hanno deciso di “sospendere” per un periodo di tre anni la Chiesa episcopale statunitense (Tec), la branca della Chiesa anglicana a stelle e strisce, che nel 2003 ha ordinato il suo primo vescovo dichiaratamente gay, Gene Robison. Lo si apprende da un comunicato finale - ripreso dall'agenzia Sir - che è stato diffuso ieri sera, prima della conferenza stampa di oggi. Il documento era trapelato e così i primati hanno deciso di pubblicarlo integralmente in anticipo per evitare “speculazioni”.

I motivi della sospensione per la dottrina sul matrimonio
I recenti sviluppi nella Chiesa episcopale rispetto ad un cambiamento nel loro canone sul matrimonio – scrivono i primati anglicani – rappresenta un fondamentale allontanamento dalla fede e dall’insegnamento seguito dalla maggioranza delle nostre Province sulla dottrina del matrimonio”. I Primati ribadiscono che, alla luce dell’insegnamento della Scrittura, la Chiesa “sostiene il matrimonio come una unione fedele per tutta la vita tra un uomo e una donna”. E aggiungono: rompere autonomamente con questo insegnamento è considerato da “molti di noi” come “un allontanamento dalla responsabilità reciproca e dalla interdipendenza implicita” che esiste nella Comunione anglicana. Da qui la decisione di sospendere la Chiesa episcopale per un periodo di tre anni.

Chiesa anglicana Usa fuori dagli organismi ecumenici e interreligiosi
In concreto, la Chiesa statunitense non può più rappresentare la Comunione anglicana negli organismi ecumenici e interreligiosi; i loro membri non possono essere nominati o eletti ad un Comitato interno permanente e durante la partecipazione ad incontri della Comunione anglicana, non possono prendere parte al processo decisionale. Decisione, quest’ultima, significativa, visto che nel 2018 è prevista la Lambeth Conference. È stata infine decisa anche la costituzione di un gruppo di lavoro per ristabilire i rapporti e la fiducia reciproca tra le Chiese.

Per un commento a questa vicenda, ascoltiamo il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, al microfono di Philippa Hitchen:

R. – Zunächst einmal ist das eine interne Angelegenheit der Anglikaner. Ich meinerseits kann nur sagen …
Tanto per incominciare, questa è una faccenda interna degli anglicani. Dal canto mio posso dire che sono contento che non si sia arrivati a una scissione ma solo a una sospensione temporanea. Spero che questo tempo possa essere utilizzato per ritrovare una più profonda unità nella Comunione anglicana: infatti, in questa epoca ecumenica in cui siamo tutti alla ricerca di unità, ogni nuova separazione rappresenta un grosso pericolo e una grande sfida. Credo che noi proseguiremo nel nostro dialogo, visto che gli argomenti principali di questo dialogo riguardano appunto le stesse questioni, cioè da un lato i rapporti tra Chiesa locale e Chiesa universale e dall’altro come trovare una maggiore unità nel trattare le differenze etiche: questi sono gli argomenti principali del nostro dialogo che ora sono diventati visibili nella Comunione anglicana. Sarebbe bello se il dialogo tra noi riuscisse a essere d’aiuto alla comunità anglicana, perché ritrovi la sua unità.

(Da Radio Vaticana)