Card. Bagnasco: la Chiesa crede profondamente nell'Europa

2017-05-18 Radio Vaticana

La Chiesa in Europa crede profondamente al continente europeo. Così ai giornalisti il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (Ccee). Oggi la nuova presidenza della Ccee, dopo tre giorni di lavori, ha incontrato il Papa ed ha condiviso con la stampa, presso la nostra emittente, le sfide di oggi e dei prossimi anni. C'era per noi Massimiliano Menichetti:

L’amore per l’Europa e la missione pastorale sono stati i cardini dell’intervento del cardinale Angelo Bagnasco, il quale ha ribadito più volte la “fisionomia unitaria” del Vecchio Continente “che trova nella fede cristiana il suo punto di sintesi”:

Le Chiese in Europa amano profondamente il continente e guardano al cammino della unità dell’Unione europea con attenzione di pastori, certo non di politici, pastori che sono preoccupati e che devono promuovere il bene integrale delle persone e dei singoli popoli”.

I pastori - ha detto il presidente della  Ccee - devono essere in questo contesto “lievito” e “affermare quelle verità fondamentali che risplendono sul Volto di Cristo e che sono alla base di un umanesimo autentico che trova in Europa la sua culla”:

“Crediamo profondamente nel continente, lo apprezziamo, è la nostra casa e insieme a tutte le Chiese vogliamo con passione servirlo”.

Il porporato ha condiviso l’incontro di questa mattina con il Papa, il quale ha affrontato il tema della secolarizzazione che “spinge ad una rinnovata evangelizzazione”. Si è parlato del ruolo dei nonni ponti per le giovani generazioni, quindi di “futuro e storia” in un momento di preoccupante calo delle nascite, il cosiddetto “inverno demografico”. Con il Papa è stato affrontato anche il tema della disoccupazione che colpisce l’Europa, in Italia, ha precisato il card. Bagnasco il “40 per cento di giovani è disoccupato”, dato che arriva al 60 per cento al Sud. Centrale anche il tema dell’immigrazione, “il Papa - ha detto – ha espresso gratitudine a tutte le Chiese che rispondono a questa emergenza planetaria”, poi è affrontata e condannata “la terribile piaga del traffico delle persone”.  

Il card. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, vice presidente della Ccee ha evidenziato, in tempi di Brexit “da inglese”, che i vescovi “sono per tutta l’Europa”. Si è in seguito soffermato sul recente simposio internazionale di giovani a Bercellona, in Spagna, ribadendone l’importanza in vista del Sinodo dell’anno prossimo su giovani e vocazioni.

La forza della fede che rinnova tutte le cose è stata ripresa anche dall’altro vicepresidente. Mons. Stanislaw Gadecki, che ha guardato anche alle difficili situazioni che vive l’Europa centrale:  

“Tutti gli altri continenti più o meno sono in qualche senso collegati all’Europa e la sorte dell’Europa incide sulla sorte degli altri continenti. Come diceva Papa Benedetto, se l’Europa si convertirà si convertiranno anche gli altri continenti”.

Sollecitati dalle domande dei giornalisti la presidenza della Ccee è tornata sul tema immigrazione ribadendo che “i muri non sono delle Chiese ma degli Stati” e che il Santo Padre il 22 settembre prossimo incontrerà i direttori della pastorale dei migranti di ogni Paese d’Europa. 

(Da Radio Vaticana)