Card. Abril: Porta Santa di S. Maria Maggiore si schiude da sinistra

2016-01-02 Radio Vaticana

Ha assunto un’impronta profondamente mariana il Giubileo della Misericordia, con la solenne apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore, avvenuta ieri pomeriggio. A presiederla Papa Francesco, che ha ribadito come il cammino dell’Anno Santo non possa essere concepito senza la certezza di viverlo avendo “accanto la compagnia” della Vergine. Alessandro De Carolis ha chiesto un commento all’arciprete della Basilica mariana, il cardinale Santos Abril y Castelló:

R. – Credo vi sia un significato particolare anche per la data scelta. Per iniziare l’Anno della Misericordia, era stata fissata l’apertura della Porta Santa a San Pietro il giorno 8 dicembre, nella festa dell’Immacolata, e poi non c’era nessun’altra festa in onore della Madonna fino alla data di ieri, la Maternità divina di Maria. Ed è per questo che è stata scelta questa data. Inoltre, molti non sanno che persino la maniera di aprire la Porta Santa ha un significato del tutto particolare. Fino a non molto tempo fa, io non sapevo che per poter aprire la Porta Santa di Santa Maria Maggiore non si potevano spingere i due battenti allo stesso tempo, perché ciò avrebbe potuto creare anche dei problemi per l’apertura stessa. Sul battente di sinistra della Porta c’è l’immagine della Madonna ed è questa parte che deve essere spinta prima, deve essere aperta, affinché poi non ci siano problemi per l’apertura. È stata concepita proprio con questa intenzione e ciò vuole significare che è Maria, è la Madre, la Madonna che ci apre la strada verso Gesù e ci apre anche questo cammino di Misericordia. Ed è per questo che il Santo Padre ha spinto prima il battente di sinistra. Gliel’ho spiegato, gli ho detto: “Santo Padre, spinga prima la parte sinistra proprio perché ha questo significato particolare”. E lui mi ha detto: “È molto bello”.

D. – La forte simbologia spirituale della Porta Santa di Santa Maria Maggiore mi fa pensare al messaggio che ieri il Papa ha dato, un messaggio tutto volto al perdono, in particolare quando lui ha detto che Maria, ai piedi della Croce, è stata la prima a perdonare…

R. – Sì, è stato un messaggio bellissimo. Il Santo Padre ha voluto insistere su questo: che anche la Madonna, come Gesù stesso, ha saputo perdonare dalla Croce. Ha richiamato il posto di Maria, la Madre della Misericordia, che deve spingere anche noi a saper mostrare questo nella nostra vita e saper farlo presente nella vita di tutti gli altri, in maniera tale che questo ci spinga al perdono. In questo momento, nel mondo, ci sono tante guerre contro le quali il Santo Padre sta lottando, e direi anche in maniera efficace, come la notizia bella che ci è arrivata dalla Repubblica Centroafricana. Dopo che il Santo Padre ha chiesto di cessare le ostilità, di cercare di rispettarsi gli uni gli altri, il nunzio ci diceva che questa tregua che è stata decretata sta ancora reggendo. Credo che questa sia una cosa molto, molto bella: una cosa che ci spinge a cercare di trovare nelle radici della nostra fede la forza sufficiente per comportarsi con un po’ più di misericordia, rispetto e amore verso gli altri.

D. – Il Giubileo “mariano” – potremmo anche dirlo con questo accento che lei ha spiegato – il Giubileo mariano della Misericordia, in particolare a Santa Maria Maggiore, quali momenti forti vivrà nei prossimi mesi?

R. – Nelle festività tutte mariane, vogliamo che proprio questo accento mariano si possa notare: specialmente qui, che queste siano delle giornate particolari. Abbiamo già una fitta lista di gruppi che hanno già prenotato per poter venire. Vogliamo aiutarli sempre, sempre, cercando di potenziare questa vitalità della vita cristiana che deve avere anche un accento mariano, perché la maniera migliore per poter trovare la Madre contenta è quando vede che i figli cercano di aiutarsi, di capirsi, di perdonarsi anche in tante occasioni… Insomma, di sentirsi incoraggiati per creare una Chiesa migliore e anche contribuire in questa maniera a creare un mondo migliore.

(Da Radio Vaticana)