Cantalamessa: ricomporre unità tra cattolici e protestanti

2016-03-18 Radio Vaticana

Tutto ci spinge ad andare avanti nello sforzo di ricomporre l’unità tra cattolici e protestanti: questo, in sintesi, quanto ha detto padre Raniero Cantalamessa nella quinta predica di Quaresima tenuta nella Cappella Redemptoris Mater per il Papa e la Curia Romana. Il predicatore della Casa Pontificia ha svolto la sua meditazione sul Decreto conciliare sull’ecumenismo “Unitatis redintegratio”. Il servizio di Sergio Centofanti:

C'è chi non si è accorto che le guerre tra cattolici e protestanti sono finite
Il mondo cristiano si prepara a celebrare il quinto centenario della Riforma. “E’ vitale per tutto il futuro della Chiesa – ha detto padre Cantalamessa – non sciupare questa occasione rimanendo prigionieri del passato”, anche perché il Signore “invia il suo Spirito e i suoi carismi su credenti delle più diverse Chiese, anche quelle che credevamo le più distanti da noi”:

“Ci sono cristiani che bisogna convincere, in entrambi gli schieramenti, che la guerra è finita, le guerre di religione tra cattolici e protestanti sono finite. Abbiamo ben altro da fare che farci guerra l’un l’altro! Il mondo ha dimenticato, o non ha mai conosciuto, il suo Salvatore, colui che è la luce del mondo, il Dio con noi, la via, la verità e la vita, e noi perdiamo tempo a polemizzare tra di noi?”.

Mondo post-cristiano ha smarrito il senso del peccato
Oramai, ha spiegato il religioso cappuccino, sono state superate vecchie contrapposizioni, come quella legata alla Dottrina della Giustificazione che ha provocato la divisione nell’Occidente cristiano. E’ del 1999 la firma della Dichiarazione congiunta in cui cattolici e luterani affermano di aver raggiunto un consenso sull’argomento. “Non si è giustificati per le buone opere” ma per la grazia di Cristo – spiega padre Cantalamessa - tuttavia “non ci si salva senza le buone opere. La giustificazione è senza condizioni, ma non è senza conseguenze. Questo lo crediamo tutti, cattolici e protestanti e lo diceva già il concilio di Trento”.  Oggi – commenta – in questo “mondo largamente post-cristiano” che “ha smarrito del tutto” il “vero senso del peccato”, è necessario fare “un salto di qualità”:

“La giustificazione mediante la fede in Cristo dovrebbe essere predicata da tutta la Chiesa oggi e con maggior vigore che mai. Non più, però in opposizione alle ‘buone opere’ che è un problema risolto e superato, ma in opposizione, semmai, alla pretesa del mondo secolarizzato moderno di potersi salvare da solo, con la propria scienza, la tecnica o con spiritualità di propria invenzione. Sono convinto che se fossero vivi oggigiorno questo sarebbe il modo con cui Lutero, Calvino e gli altri riformatori predicherebbero la giustificazione gratuita mediante la fede!”.

Ecumenismo dell'incontro: la via dell'unità passa dall'amore
Oggi – ha proseguito padre Cantalamessa – accanto all’ecumenismo dottrinale si è sempre più sviluppato “l’ecumenismo dell’incontro e della riconciliazione dei cuori”. “Questa via all’unità basata sull’amore” è “già ora spalancata davanti a noi”:

“Non possiamo ‘bruciare le tappe’ circa la dottrina, perché le differenze ci sono e vanno risolte con pazienza nelle sedi appropriate. Possiamo invece bruciare le tappe nella carità, ed essere pienamente uniti, fin d’ora”.

Ci avviciniamo tra noi se ci avviciniamo a Cristo
Amarsi – ha concluso il predicatore della Casa Pontificia - “non significa guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione” che è Cristo:

“Se ci convertiremo a Cristo e andremo insieme verso di lui, noi cristiani ci avvicineremo anche tra di noi, fino a essere, come lui ha chiesto, ‘una cosa sola con lui e con il Padre’ (cf. Gv 17, 21). Succede come per i raggi di una ruota. Seguiamo il movimento dei raggi dal centro verso la circonferenza: man mano che si allontanano dal centro, si allontanano anche tra di loro. Se seguiamo il movimento dei raggi dalla circonferenza verso il centro, ci accorgiamo che mano a mano che si avvicinano al centro, si avvicinano anche tra di loro, fino a formare un punto solo: e così succede con Cristo”.

(Da Radio Vaticana)