Bono in Vaticano: grazie alla Chiesa, capofila della campagna per la riduzione del debito dei Paesi poveri

2012-11-17 Radio Vaticana

E’ tornato in Vaticano per ringraziare la Chiesa per il ruolo svolto nella campagna mondiale per la riduzione del debito estero dei Paesi poveri: si tratta di Bono, cantante degli U2, che ieri ha incontrato il cardinale Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Bono aveva già incontrato Giovanni Paolo II nel 1999. Philippa Hitchen lo ha intervistato:

R. – Well, we just were encouraging His Grace to get across to the …
Bè, noi volevamo chiedere a Sua Eminenza di riferire a tutti coloro che in massa si sono mossi con manifestazioni e campagne in tutti questi anni per l’eliminazione del debito (Drop the Debt), del grande successo che ha avuto questo movimento: ora, infatti, secondo i dati della Banca Mondiale, ci sono altri 52 milioni di bambini che vanno a scuola e che senza questa campagna non avrebbero potuto farlo. Siamo venuti anche per sapere cosa la Chiesa intende fare prossimamente, per questa stessa causa.

D. – Questa campagna ha avuto dunque un grandissimo successo. Qual è stato il contributo della Chiesa?

R. – The Church led it, and they deserve incredible credit for being on the …
La Chiesa è stata capofila di questo movimento e questo le deve essere altamente riconosciuto; è stata all’avanguardia di un movimento che è anche interreligioso e inter-disciplinare, perché si sono impegnati sacerdoti e suore, musicisti, gente dello sport, calciatori … una folta rappresentanza di categorie. La Chiesa c’era; ma credo che quello che la Chiesa debba fare adesso è comunicare i risultati ottenuti: ecco, siamo venuti per studiare insieme il modo migliore per farlo.

D. – Certo, il riscontro è importante. Lei venne, a suo tempo, in visita da Giovanni Paolo II, quando si trattava di mettere in moto questo movimento. Ora spera di poter incontrare Benedetto XVI?

R. – Yes. I still wear what Pope John Paul gave to me …
Sì, certamente. Ancora indosso quello che Papa Giovanni Paolo II mi donò, all’epoca: un piccolo crocifisso d’argento.