Aumentano i cattolici soprattutto in Africa e Asia, calo in Europa

2016-03-05 Radio Vaticana

I cattolici nel mondo sono cresciuti di circa 160 milioni di unità tra il 2005 e il 2014, arrivando a sfiorare il miliardo e 300 milioni. Calano le consacrazioni e i candidati al sacerdozio soprattutto nell’ultimo triennio, con l’Africa che registra una costante crescita di battezzati, al contrario dell’Europa, “fanalino di coda”. Sono i dati dell’ultima edizione dell’Annuario curato dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, pubblicati assieme a quelli dell’Annuario Pontificio 2016. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Il "Vecchio Continente" vecchio lo è davvero, frenato da un “netto invecchiamento” e da “bassi tassi di natalità”, in una parola “statico”. È il vocabolario che usano i redattori dell’Annuario statistico per spiegare come il calo demografico dell’Europa abbia dirette conseguenze sulla vita ecclesiale del continente una volta punto di riferimento anche quantitativo. Viceversa, Africa e poi Asia sono il presente e il futuro, grazie a un fermento che non conosce momenti di stanca.

Africa, culla di nuovi battezzati
I dati elaborati dagli statistici della Chiesa si basano su un arco di tempo di nove anni, dal 2005 al 2014. In questo periodo, i battezzati in Africa sono cresciuti del 40%, ovvero il doppio esatto dell’Asia (20%) e tre volte e mezzo dell’intero continente americano, che ha registrato l’11% di aumento. L’Europa, nonostante ne ospiti quasi il 23% su scala mondiale, ha visto il numero dei cattolici crescere solo del 2%. La metà totale dei cattolici del mondo continua a vivere nelle Americhe, mentre al 2014 la presenza della Chiesa in Asia si aggira attorno all’11% e quella in Oceania al 16%.

Vescovi e sacerdoti
Dal 2005 al 2014, i vescovi sono cresciuti globalmente dell’8%, arrivando a oltre 5 mila 200 unità. Anche qui, Asia (14,3%) e Africa (12,9%) hanno visto aumentare il numero dei pastori in misura doppia rispetto all’America e tripla rispetto a Europa e Oceania. Per quanto riguarda i sacerdoti – sia i diocesani che i religiosi – se ne contano oggi circa 416 mila. Ma ad analizzarne i trend, bisogna spezzare il periodo di riferimento in due tronconi. Dal 2005 al 2011 la loro crescita è stata progressiva, poi dal 2011 al 2014 l’aumento di fatto è stato “nullo”. Le defezioni, rileva l’Annuario, sono andate in questo segmento “restringendosi” mentre sono cresciuti i decessi. Importante anche il dato da cui si evince, rispetto ai diocesani, il “declino” numerico dei sacerdoti religiosi, specie in America, Europa e Oceania.

Seminaristi
Anche nel caso dei candidati al sacerdozio (diocesani e religiosi), i dati sono lo specchio dei sacerdoti: aumento di consacrazioni fino al 2011 e poi “lenta e continua discesa”. In termini assoluti, i seminaristi maggiori sono oggi 117 mila e la loro diminuzione ha interessato tutti i continenti tranne l’Africa, dove invece sono aumentati del 4%. Interessante leggere il dato della “sostituibilità generazionale”, che rende evidente il dinamismo già accennato. Su 100 sacerdoti, l’Africa e l’Asia con 66 e 54 nuovi candidati mostrano una grande capacità di ricambio, mentre l’Europa registra solo 10 candidati su 100 sacerdoti, l’America 28 e l’Oceania 22.

Religiose, diaconi permanenti, religiosi non sacerdoti
I numeri dicono che le suore professe al 2014 erano 683 mila, i religiosi professi non sacerdoti oltre 54 mila e i diaconi permanenti 44 mila 500. È quest’ultima categoria, afferma l’Annuario, a costituire il “gruppo più forte in evoluzione” nel tempo: dai 33 mila nel 2005 ai 45 mila del 2014. E ancora più singolare è l’indicazione del continente con un notevole tasso di crescita dei diaconi permanenti, ovvero l’Europa, che assieme all’America ne conta il numero globale maggiore. “La vivace dinamica evidenziata da questi operatori – si sottolinea nell’Annuario – non è certamente riconducibile a motivazioni temporanee e contingenti, ma sembra esprimere nuove e differenti scelte nell’esplicazione dell’attività di diffusione della fede”.

(Da Radio Vaticana)