Attentato a Damasco: uccisi ministro della Difesa e cognato di Assad. Gli Usa: crisi fuori controllo
2012-07-18 Radio Vaticana
R. - E’ un conflitto, seppure naturalmente giocato in un altro campo, tra Stati Uniti, Russia e Cina, un conflitto che coinvolge l’Onu. E poi è un conflitto tra componenti religiose diverse arabe ed è un conflitto, infine, che coinvolge gli assetti e gli equilibri del Medio Oriente. Si profila come il nuovo tipo di conflitto che potrebbe accadere in Medio Oriente.
D. – Parliamo del ruolo della Turchia: Assad accusa Erdogan, presidente della Turchia, di alimentare una guerra di religione tra sunniti e sciiti in Siria. Lei che dice?
R. – Si sfrutta il coordinamento dei Fratelli musulmani per mettere in atto delle politiche, che poi finiscano per favorire la Turchia. Sicuramente non è detto che tutte le cose vadano così come le immagina la Turchia, perché dobbiamo ancora capire quale sarà l’atteggiamento vero finale dell’Iran su questa vicenda. E dobbiamo ancora capire se effettivamente poi tutti i Fratelli musulmani delle varie entità arabe e della sponda nord africana e mediorientale faranno quello che lasciano intendere, cioè avere come riferimento il partito di Erdogan e come riferimento finale la Turchia. Non è detto che questo accada. Già in Libia questo processo non è avvenuto così come se lo aspettavano i turchi qualche settimana fa. Dobbiamo anche dire che la spaccatura ormai tra mondo sciita e mondo sunnita che si è aperta nella vicenda irachena è difficile da ricucire. La comprensione delle sfumature non è facile. Quello che io vedo oggi nel mondo arabo è che la spaccatura riguarda molto la vicenda della globalizzazione e del modello occidentale. La profonda divisione che c’è oggi all’interno di questo mondo non è soltanto una divisione tradizionale tra sciiti e sunniti, e le varie altre componenti religiose. La divisione profonda è tra coloro che vogliono guardare al futuro e mantenere dei contatti comunque con il mondo occidentale e tra coloro che invece lo rifiutano completamente. La linea più dura del rifiuto, che era la linea di Al Qaeda - la linea del terrorismo, degli estremisti, la linea dei fondamentalisti - devo dire che comunque dopo 20 anni ne è in qualche modo uscita sconfitta. Adesso c’è un nuovo problema. Il problema divide in maniera più sottile i Fratelli musulmani, che comunque vogliono arrivare al potere dopo tantissimi anni di lotta politica, e di nuovo, al loro fianco, o le sette oppure sunniti più fondamentalisti, come per esempio i salafiti. Non vedrei, però, solo il problema religioso nello scontro in atto: ci sono anche problemi politici, economici e di risposta alla globalizzazione.






