Atene ultima fermata
2012-06-16 L’Osservatore Romano
Chi ha in mano il futuro dell'Europa? Esistono oggi leader in grado di fare
la differenza, di indicare la strada, di prendere decisioni che contano, anche a
rischio di essere impopolari? Con le elezioni greche si aprono dieci giorni
decisivi per la sopravvivenza della moneta
unica.
La partita che si gioca ad Atene è la partita dell'Europa, una partita in cui si
affrontano due visioni opposte dell'integrazione — una fiscale e tecnocrate,
l'altra politica e basata sulla fiducia reciproca — due visioni che oggi sono
chiamate a convivere, a trovare una sintesi difficile ma necessaria. Pena la
disintegrazione totale del progetto comunitario.
L'aria che si respira nelle piazze ateniesi è un misto di paura, rancore e frustrazione. Le fila di fronte ai bancomat si allungano: tutti cercano il contante, fuggono dalle banche, attendono gli ultimi responsi delle Borse. Tutti sanno che chiunque uscirà vincitore dalle urne non potrà governare il Paese se non con un progetto di lungo termine, con il coraggio di fare scelte impopolari, con la capacità di non fare la vittima inerme, il mendicante con i partner europei. In queste ore Atene è il laboratorio del futuro dell'Unione, in cui si sperimenta il definitivo passaggio da un modello di politica nazionale, fondato su criteri e ideologie del passato, a un nuovo modello di politica continentale. Un modello tutto da costruire.
I sondaggi danno in testa il partito di centrodestra di Antonis Samaras, Nea Demokratia, uscito primo dalle consultazioni del 6 maggio con il 18,8 per cento. Favorevole alla permanenza del Paese nell'eurozona, Nea Demokratia aveva criticato il primo bailout internazionale, quando era ancora all’opposizione, ma poi ha approvato il secondo. È così entrata a far parte del Governo Papademos insieme ai socialisti del Pasok. Ora Samaras intende restare nell'euro, mantenere il memorandum stilato con la troika (Ue, Fmi, Bce) e lanciare un programma di crescita basato sui tagli agli sprechi, sulla lotta alla corruzione e sulla riduzione delle tasse.






