ASIA/MEDIO ORIENTE- I Capi delle Chiese incontrano i leader“globali”: Patriarchi ortodossi da Putin, l'Arcivescovo Warda in USA da Pence

Mosca – Il contributo dei militari russi ha permesso all'esercito siriano di “liberare dai terroristi” anche le aree della Siria più care ai cristiani. E la collaborazione tra Patriarcato di Mosca e Chiesa cattolica potrà avere un “ruolo determinante” nel favorire il ritorno dei profughi cristiani alle proprie case, nelle regioni liberate dal controllo dei jihadisti. Lo ha sottolineato il Presidente russo Vladimir Putin, ricevendo lunedì 4 dicembre nella struttura presidenziale di Novo Ogaryovo i Patriarchi e i Capi-delegazione delle Chiese ortodosse giunti a Mosca per partecipare alle celebrazioni in programma per il centesimo anniversario della restaurazione del Patriarcato nella Chiesa ortodossa russa. Riferendosi alla Siria, il leader politico russo ha ricordato che la situazione nel Paese sta gradualmente cambiando: “Le forze armate siriane, sostenute dai militari russi” ha detto Putin “hanno liberato dai terroristi quasi tutto il territorio del Paese, comprese le regioni storiche cristiane”. Il Presidente russo ha precisato che il sostegno russo non sarà riservato esclusivamente ai cristiani, ma verrà offerto ai siriani di tutte le fedi religiose, “inclusi i musulmani, i quali, ne siamo ben consapevoli – ha rimarcato Putin - hanno subito enormi sofferenze dalle mani dei banditi, dei terroristi e dai radicali”. “Noi – ha riferito il Presidente russo - aiuteremo anche gli ebrei. Alcune organizzazioni ci hanno già fatto arrivare un appello a sostenere il restauro di luoghi santi ebraici”. Il leader del Cremlino ha anche affermato che il gruppo di lavoro creato tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica potrà giocare un ruolo “di primo piano” per favorire il ritorno della popolazione cristiana in Siria. Il ritorno dei profughi cristiani, insieme a quelli di altre comunità religiose, secondo Putin potrà rappresentare un fattore importante per favorire il ripristino di una convivenza pacifica nel Paese mediorientale devastato dalla guerra. All'incontro con il Presidente Putin erano presenti, tra gli altri, il Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III, e il Patriarca greco ortodosso di Antiochia, Yohanna X, che risiede a Damasco.
Sempre nella giornata di lunedì 4 dicembre, a Washington, l'Arcivescovo redentorista Bashar Warda, alla guida dell'arcieparchia caldea di Erbil, è stato ricevuto dal Vice-Presidente USA Mike Pence. La conversazione tra Warda e Pence – riferiscono fonti caldee consultate dall'Agenzia Fides – si è concentrata sulla condizione delle comunità cristiane nel nord dell'Iraq e sulle iniziative messe in campo per favorire il ritorno dei profughi cristiani a Mosul e nella Piana di Ninive. L'Arcivescovo caldeo ha ringraziato il Vice-Presidente per l'interesse e gli interventi da lui dedicati alla soluzione dei problemi vissuti da cristiani e yazidi, costretti a lasciare le loro aree di insediamento storico durante gli anni del dominio jihadista dello Stato Islamico .
I due incontri di Mosca e Washington tra autorevoli rappresentanti di Chiese e leader politici di statura internazionale confermano in maniera indiretta che il sostegno alle comunità cristiane mediorientali è diventato anche terreno di confronto e di competizione geopolitica. .