ASIA/BANGLADESH - Il Vescovo Gomes: “Siamo tutti coinvolti nel perdono chiesto ai Rohingya”

Dacca – “Il Papa, venendo in Bangladesh, prima di tutto ha voluto mostrare, come capo spirituale, fiducia nella nostra nazione e attenzione al popolo bengalese. Gliene siamo grati. L'intero paese si è fermato per accoglierlo e seguirne i gesti e le parole. Per il piccolo gregge della nostra Chiesa è stato un momento emozionante e importante dal punto di vista spirituale, perchè è venuto a incoraggiare e rafforzare al fede del popolo di Dio”. Lo dice all'Agenzia Fides Theotonius Gomes, Vescovo ausiliare Dacca e presidente della Caritas Bangladesh, raccontando l'eredità e lo spirito che la visita di Papa Francesco ha lasciato nel paese.
Il Vescovo Gomes rimarca a Fides: “Il Papa ci ha mostrato di avere a cuore i poveri e i piccoli. Inoltre le autorità politiche, la società civile, i leader religiosi musulmani hanno voluto incontrarlo e dialogare con lui: è stato un fecondo scambio interculturale e interreligioso, prezioso per il nostro paese e prezioso per le piccole comunità qui presenti, come quella cristiana”.
“Resterà scolpito nella nostra memoria - prosegue mons. Gomes - l'incontro con i profughi Rohingya che il Papa ha voluto incontrare uno per uno, di persona e col cuore, mostrando una grande empatia, esprimendo amore, compassione e anche la necessità di venire incontro ai loro bisogni. Risuona ancora nel nostro cuore la sua richiesta di perdono, fatta a nome di tutta l'umanità. Ci sentiamo tutti coinvolti in questo perdono, come uomini e come cristiani. E ci sentiamo coinvolti nell'impegno di aiutarli”.
A conclusione di questo viaggio, dice il Vescovo ausiliare di Dacca, “ci resta grande felicità e nuova speranza per il nostro cammino di piccola Chiesa, piccolo gregge che vive e testimonia il Vangelo in questo tempo, in questo paese, in questa società, sempre confidando nella grazia di Dio e riponendo in Lui ogni speranza”.