Apostolato del Mare contro la schiavitù dei pescatori

2017-09-20 Radio Vaticana

di Emanuela Campanile

Presentato oggi in Sala Stampa Vaticana, il XXIV Congresso mondiale dell'Apostolato del Mare che si terrà a Kaohsiung, Taiwan, dal 1° al 7 ottobre 2017.

"Caught in the net" (prigioniero nella rete) è il titolo di questa edizione, i cui argomenti esprimono la premura e l’attenzione dell'Apostolato del Mare non solo verso le risorse naturali, ma anche e soprattutto nei confronti di quelle umane. Il riferimento è in particolare ai pescatori e alle loro famiglie, ai pericoli a cui sono esposti e alle condizioni disumane in cui sono costretti a lavorare. Accade così che la vita di molti pescatori scivoli nelle mani della criminalità organizzata.

"Da una parte ci sono gli armatori che vogliono fare sempre più profitto - spiega padre Bruno Ciceri, delegato del Vaticano per l'Apostolato del Mare - e dall'altra parte c'è un elevatissimo numero di migranti in cerca di un lavoro a qualsiasi prezzo e a qualsiasi costo". Due richieste che creano i presupposti per una realtà di sfruttamento fino alla schiavitù, nella quale rimangono caught (intrappolati!) anche molti minorenni.

Frequente il caso di equipaggi ingannati sul salario, vittime di abusi, ingiustamente criminalizzati per incidenti marittimi e abbandonati in porti stranieri: "Una tratta legalizzata, si potrebbe dire, e purtroppo anche accettata da queste persone perché - prosegue padre Ciceri - condannate altrimenti a morire di fame".

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista integrale a p. Bruno Ciceri, delegato del Vaticano per l'Apostolato del Mare, Officiale del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale:

 

(Da Radio Vaticana)