Angelus del Papa: conquista la pace chi apre il cuore al prossimo

2016-01-01 Radio Vaticana

La pace va conquistata, lottando contro indifferenza, chiusure, sospetti e aprendo il cuore al prossimo: è quanto ha detto Papa Francesco rivolgendosi ai pellegrini, circa 60mila, riuniti in Piazza San Pietro per l'Angelus e invocando Maria, Regina della Pace. Il servizio di Sergio Centofanti:

L'indifferenza è nemica della pace
Nella Giornata Mondiale della Pace, Papa Francesco ricorda che la pace va non soltanto coltivata ma anche “conquistata”. Ciò comporta “una vera e propria lotta, un combattimento spirituale che ha luogo nel nostro cuore". Per un motivo:

"Perché è nemica della pace non è solo la guerra, ma anche l’indifferenza, che fa pensare solo a sé stessi e crea barriere, sospetti, paure e chiusure. E queste cose sono nemiche della pace”.

Risvegliare l'attenzione per il prossimo
“Abbiamo, grazie a Dio, tante informazioni" ha aggiunto:

"Ma a volte siamo così sommersi di notizie che veniamo distratti dalla realtà, dal fratello e dalla sorella che hanno bisogno di noi. Cominciamo in quest’anno ad aprire il cuore, risvegliando l’attenzione al prossimo, a chi è più vicino. Questa è la via per la conquista della pace”.

Riconoscenza per le manifestazioni di pace nel mondo
Il Papa ha espresso la sua riconoscenza per le molteplici iniziative organizzate in ogni parte del mondo in occasione della Giornata Mondiale della Pace, citando in particolare la Marcia nazionale  promossa a Molfetta da Cei, CaritasPax Christi e Azione Cattolica, la manifestazione organizzata a Roma e in molti Paesi dalla Comunità di Sant’Egidio e la veglia di preghiera notturna in Piazza San Pietro del Movimento dell’Amore Familiare per la pace e l’unità nelle famiglie del mondo:

“E’ bello sapere che tante persone, soprattutto giovani, hanno scelto questo modo di vivere il capodanno (…) Cari amici, vi incoraggio a portare avanti il vostro impegno in favore della riconciliazione e della concordia”.

Gli auguri con la benedizione di Dio
Papa Francesco ha rivolto il suo saluto per l’anno nuovo: “E’ bello scambiarsi gli auguri” – afferma – anche se “sappiamo però che con l’anno nuovo non cambierà tutto, e che tanti problemi di ieri rimarranno anche domani”. Ha tratto allora il suo augurio dalla liturgia odierna, “sostenuto da una speranza reale”, perché invoca la benedizione di Dio:

“Che il Signore posi lo sguardo sopra di voi e che possiate gioire, sapendo che ogni giorno il suo volto misericordioso, più radioso del sole, risplende su di voi e non tramonta mai! Scoprire il volto di Dio rende nuova la vita. Perché è un Padre innamorato dell’uomo, che non si stanca mai di ricominciare da capo con noi per rinnovarci”.

Dio non usa la bacchetta magica
Il Signore – ha proseguito - ha tanta pazienza con noi e “non si stanca di ricominciare da capo ogni volta che noi cadiamo”:

“Però il Signore non promette cambiamenti magici, Lui non usa la bacchetta magica. Ama cambiare la realtà dal di dentro, con pazienza e amore; chiede di entrare nella nostra vita con delicatezza, come la pioggia nella terra, per poi portare frutto. E sempre ci aspetta e ci guarda con tenerezza”.

Il grazie al presidente Mattarella
Ha quindi ringraziato il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, per gli auguri che gli ha rivolto ieri sera nel suo Messaggio di fine anno, e che ricambia di cuore. Infine, ha augurato ancora a tutti “un anno di pace nella grazia del Signore, ricco di misericordia, e con la protezione materna di Maria, la Santa Madre di Dio”.

(Da Radio Vaticana)