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Anche la Lev a Milano alla Fiera dell'editoria "Tempo di libri"

2017-04-19 Radio Vaticana

C’è anche lo stand della Libreria Editrice Vaticana alla prima edizione del Salone “Tempo di Libri” inaugurato oggi alla Fiera di Milano dal ministro della Cultura, Dario Franceschini. Cinquecento i titoli esposti dalla LEV con particolare attenzione ai volumi su Papa Francesco, agli scritti di Benedetto XVI e a testi dedicati alla Sacra Scrittura e alla Teologia. La manifestazione è organizzata da La Fabbrica del Libro”, di cui fa parte l’Associazione Italiana Editori, ha per tema “L’alfabeto” e prevede oltre all’esposizione dei testi, numerosi incontri con gli autori. Ci dice di più Chiara Valerio, curatrice del programma dell’evento, al microfono di Adriana Masotti:

R. – “Tempo di Libri” è la prima Fiera italiana fatta, costruita e pensata interamente con gli editori italiani, perché nel mese di dicembre abbiamo dato agli editori un alfabeto che va dalla “A” di avventura alla “Z” di Zaha Hadid, una griglia che potesse definire i termini e le dimensioni di un campo in cui tutti, autori ed editori, piccoli e grandi, potessero giocare. Quindi siamo partiti tutti dalle stesse lettere, come partono i lettori perché è una Fiera pensata e costruita intorno al lettore, perché quest’ultimo quando entra in libreria vede un titolo, si lascia affascinare dal nome di un autore e la casa editrice viene vista solamente dopo. Quindi l’idea è esattamente questa: partire dai temi, partire dalle parole e poi passare agli editori. Ci sono più di 500 espositori. Ogni editore è qui con il suo catalogo, quindi dalla narrativa alla saggistica, alla varia, ai libri per bambini … È una Fiera pensata per i lettori che siamo e per i lettori che nemmeno immaginiamo di essere, perché la cosa interessante è questa: il libro dalla sua nascita è sempre rimasto lo stesso, ha sempre avuto la stessa forma, però i lettori sono cambiati. Quindi è cambiato anche il modo di leggere; se il libro è rimasto lo stesso e i lettori sono cambiati, così come è cambiato il modo di leggere, come si colma questa distanza? Questo sarà uno dei temi che verrà affrontato qui in questi giorni a “Tempo di Libri”.

D. - È già possibile dare una risposta? Quali prospettive ci sono per le case editrici?

R. – Se ci pensa, noi leggiamo tantissimo: leggiamo gli sms, leggiamo le istruzioni … Non si è mai letto tanto come oggi. Però questo non viene in qualche modo misurato come lettura, perché la lettura è rimasta legata al libro. Le case editrici cercano sempre di trovare una novità editoriale che in qualche modo incroci il tempo di chi legge e il tempo di chi racconta, quindi non cambia la loro missione. Certo, ci sono gli e-book, i siti, le app, ci sono cose che sono intorno al libro, però – appunto – è il libro con delle cose intorno. Penso che poi che questa sia la prima Fiera in cui l’editoria è declinata come disegno culturale. Quindi oltre agli editori, alle case editrici, ci sono ad esempio le riviste, i giornali, che curano interi pezzi di programma, perché ad esempio in paesi soprattutto del Sud, dove non ci sono né librerie né biblioteche, è l’edicola ad avere un ruolo fondamentale. Quindi, in fondo, questa Fiera è organizzata come un’edicola, dove insieme ai grandi classici della letteratura ripubblicati dai giornali, penso ad esempio a Dostoevskij o a Tolstoj, c’è la Settimana Enigmistica, ci sono i giornaletti di Topolino, oppure ci sono le riviste tipo Casabella ecc... C’è tutto! Quindi questa è una fiera pensata per accogliere chi legge e chi è curioso.

D. – Quale momento sta vivendo l’editoria, la produzione di libri in Italia?

R. – Anche a vedere l’inaugurazione qui oggi, sembra godere di ottima salute, ma quello che è importante è che il libro continui in qualche modo ad essere quello che è sempre stato, cioè la forma della nostra memoria. Quando mi viene un interrogativo e mi chiedo: “Ma che fine faranno i libri?”, penso ad esempio alle cose che fa Facebook e cioè il Libro di un anno: prende tutti i post che ognuno scrive ogni giorno e li trasforma in un libro che poi viene spedito a casa dell’utente Facebook. Questo significa che il libro, in effetti, è la forma della memoria umana e questo non cambierà mai. Noi non ricordiamo, come diceva Leibniz “in forma di casa”, forse noi ricordiamo “in forma di libro”. Questo significa che il libro non morirà mai.

D. - Ci dica una cosa in particolare, per cui dovrebbe venire tanta gente a vedere questa Fiera …

R. – Oggi cominciamo con Francesco Gabbani, l’ultimo vincitore del Festival di Sanremo, e quindi si discuterà della canzone italiana, dei testi della canzone italiana, dalla librettistica di Da Ponte, con Giulio Ferroni e Leonetta Bentivoglio. Ci sarà Roberto Saviano … É una fiera dove le cose si incrociano, perché appunto ci sono temi come l’avventura; ci sono tanti scrittori come Sophie Kinsella o Clara Sanchez o Simonetta Agnello Hornby; si parlerà della centesima tappa del Giro d’Italia con grandi scrittori italiani come Maurizio Maggiani e Fabio Genovesi. C’è tutta una linea su Totò, dove Diego De Silva sta scrivendo un testo inedito intitolato: “Totò e la morte”, e Maurizio di Giovanni leggerà “La Livella”. Ci sono cose che hanno incontrato la curiosità dei lettori di ogni età e spero che questo si riverberi in presenze in questa Fiera.

D. - Quindi stand con i libri esposti e presentazioni, incontri con gli autori …

R. - Sì, incontri. Non ci sono presentazioni di libri, sono incontri a partire dai libri. È qualcosa che va in scena; vanno in scena due persone che parlano secondo il principio della confidenza; nulla esiste se non in relazione. Mettiamo in scena, quindi, relazioni tra persone e tra libri e persone.

(Da Radio Vaticana)