AMERICA - Patto mondiale sulle migrazioni: "Il cristianesimo costruisce ponti, non muri"

Monterrey - "La Chiesa cattolica in Messico, come tante altre Chiese locali, non smette il suo apostolato in favore dei migranti. Continueremo a collaborare con la Conferenza episcopale degli Stati Uniti, con i vescovi del confine e con sacerdoti, religiosi, laici attivi in ​​questo lavoro": lo dichiara all'Agenzia FIdes il Vescovo Alfonso G. Miranda Guardiola, Segretario generale della Conferenza episcopale del Messico, illustrando l'opera delle Chiese in America Latina per difendere i diritti dei migranti e dei rifugiati, mentre è in atto il lavoro preparatorio di due Convenzioni globali sulla migrazione che l'ONU vuole approvare nel settembre 2018.
Mentre la Chiesa cerca di sensibilizzare sull'accoglienza dei migranti, iniziano a manifestarsi le diverse posizioni dei governi nazionali: nei giorni scorsi il presidente USA Donald Trump ha deciso di ritirare il suo paese dal progetto del Patto MOndiale sulla migrazione.
Mons. Miranda prosegue: "Continua il lavoro del CELAM nell'area latino-americana, tramite la rete denominata 'Clamore' che si occupa di migrazioni, rifugiati e tratta di esseri umani, mettendo al servizio dei migranti azioni umanitarie e cercando il loro inserimento e integrazione nelle società". "Sosteniamo quanti cercano la pace, il lavoro e una vita dignitosa. Il cristianesimo è una religione di pace creata per costruire ponti, non muri. Questa è la nostra missione: soffrire con chi soffre, accompagnare l'essere umano in qualsiasi condizione, senza alcun tipo di distinzione, abbracciando tutto senza riserve", conclude l'Arcivescovo.
Nel mese di settembre 2016, i 193 membri dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite hanno adottato all'unanimità un testo chiamato "Dichiarazione di New York sui rifugiati e migranti", destinato a migliorare la gestione internazionale di accoglienza e assistenza delle persone che migrano per varie ragioni. Sulla base di questa dichiarazione, l'Alto Commissario Onu per i Rifugiati è stato incaricato di proporre un Patto Mondiale su Migranti e Rifugiati, che dovrebbe essere pronto entro settembre 2018. Se approvato, il Patto deve garantire una serie di questioni chiave come la garanzia dei diritti diritti umani dei migranti o responsabilità condivisa tra le nazioni e tra i governi locali e statali.
Le Chiese in America Latina hanno preparato documenti specifici e linee guida concrete per attuare quattro azioni - accogliere, proteggere, promuovere e integrare, indicati da Papa Francesco - che provocano atteggiamenti e iniziative da parte delle comunità cristiane a favore degli sfollati. Tale sforzo mira ad avere un impatto sulle politiche internazionali.
"Una delle parti più importanti del lavoro che le Chiese locali devono fare quando si tratta di migrazioni è promuovere una cultura di accoglienza nelle parrocchie. Chiudere le porte alla fuga da guerre o la fame non è cristiano", ha dichiarato di recente Fabio Baggio, missionario scalabriniano e Sottosegretario del Pontificio Consiglio per lo sviluppo umano integrale durante uno dei suoi incontri internazionali per coordinare la pastorale delle Chiese locali.
Secondo l'ONU, ci sono 20 milioni di rifugiati fuori dai loro paesi e altri 40 milioni di sfollati interni in fuga dalla violenza. Inoltre, 244 milioni di persone sono state costrette ad attraversare i confini della loro nazione in cerca di opportunità economiche.