​Alle radici della pittura surrealista catalana - La vita è sogno

2017-03-20 L’Osservatore Romano

Salvador Dalí, studio per la prima versione della «Madonna di Port Lligat» (1949)

Solo pochissimi al di fuori della Spagna conoscono veramente il pittore Antoni Pitxot (1934-2015). E ancora meno i legami privilegiati che univano la sua famiglia ai due più grandi rappresentanti spagnoli della pittura moderna dall’inizio del ventesimo secolo, Pablo Picasso e Salvador Dalí.

La mostra attualmente allestita al Musée des Beaux-Arts di Tournai, in Belgio, ha il fine di svelare questa relazione artistica e al tempo stesso di rivelare — forse per la prima volta — le vere fonti del surrealismo catalano, dal Rinascimento all’epoca moderna.
Il pittore Ramon Pichot (1871-1925) — Pitxot è la versione “catalanizzata” del patronimico artistico che sceglierà suo nipote Antoni — fu uno dei migliori amici di Picasso a Parigi. Nel 1910 lo invita a trascorrere l’estate a Cadaqués, dove la sua famiglia possiede una magnifica proprietà affacciata sul mare. Questo soggiorno nel piccolo villaggio di pescatori in stile greco, imbiancato a calce e lontano da tutto come un’utopia — così come lo è anche il drammatico e tormentato paesaggio del vicino Cap de Creus — segna l’inizio di una nuova fase nell’evoluzione del suo programma cubista verso l’astrazione e la sintesi.

di Jean-Pierre De Rycke