All’arrivo a Bogotá il Papa incoraggia i giovani- Non perdete la gioia e la speranza

2017-09-07 L’Osservatore Romano

«Perfino i più piccoli possono essere eroi; i più giovani, quando vengono ingannati o sbagliano, si rialzano e sono eroi e vanno avanti. Continuate ad andare avanti! Non lasciatevi vincere, non lasciatevi ingannare, non perdete la gioia, non perdete la speranza, non perdete il sorriso». Le prime parole pronunciate in pubblico da Papa Francesco in terra colombiana nel tardo pomeriggio di mercoledì 6 settembre sono state rivolte a bambini e ragazzi che provengono da realtà di strada, di tossicodipendenza, di disagio.

Si tratta dei giovani seguiti dal progetto Idipron (Istituto distrettuale per la protezione dell’infanzia e della gioventù), nato dalla sensibilità del sacerdote salesiano Javier de Nicolò, italiano ma radicato in Colombia dal 1949. Oggi l’Istituto è coordinato da padre Wilfredo Grajales e, in collaborazione con il comune di Bogotá, è impegnato a togliere dalle strade i ragazzi a rischio.

Il Papa li ha salutati all’esterno della nunziatura apostolica di Bogotá, sua residenza nel paese latinoamericano, dove ha chiuso in maniera toccante la prima giornata del viaggio. Tra danze e musica rap, strette di mano e selfies, i ragazzi del progetto Idipron hanno toccato il cuore di Francesco che, visibilmente commosso, ha pregato con loro; quindi ha intessuto un breve dialogo a braccio, rivolgendo per ben tre volte l’invito a «non perdere mai la ritrovata gioia di vivere; a non farsi rubare la speranza e a non farsi ingannare nella vita». Il Papa ha poi sottolineato quanto sia importante il lavoro che questi giovani hanno fatto per sconfiggere il prematuro peso di una vita difficile, abbandonare la strada e ritrovare la progettualità e la gioia di vivere. «Ancora grazie — ha ribadito Francesco — per il vostro coraggio, non vi lasciate rubare l’allegria; nessuno ve la deve rubare, e che nessuno vi inganni né vi rubi la speranza».

Il Papa era sbarcato poco prima, alle 16.10 locali (le 23.10 in Italia), nell’area militare dell’aeroporto della capitale, con venti minuti di anticipo nonostante la deviazione di rotta per evitare la furia dell’uragano Irma che sta devastando i Caraibi. A riceverlo il capo dello stato, Juan Manuel Santos, Nobel per la pace nel 2016, accompagnato dalla consorte María Clemencia Rodríguez Múnera; il nunzio apostolico Ettore Balestrero; alcuni vescovi colombiani guidati dal cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam, e un migliaio di fedeli. Salutato a ritmo di cumbia da danzatori in costumi tradizionali, Francesco ha ricevuto il primo benvenuto in Colombia da un gruppo di malati e disabili: soprattutto bambini, ma anche civili e militari, vittime del conflitto armato che per decenni ha insanguinato il paese. E tra i bambini abbracciati dal Papa c’era Emmanuel, figlio di Clara Rojas, oggi parlamentare, sequestrata nel 2002 e ostaggio per anni delle Farc nella selva colombiana, dove il piccolo è venuto alla luce. Quale simbolo di pace, Emmanuel ha consegnato a Francesco una colomba in porcellana bianca creata da una scultrice e fotografa della capitale colombiana, Ana González Rojas.

Dopo la breve e partecipata cerimonia di benvenuto — dove non erano previsti discorsi ufficiali — con l’esecuzione degli inni nazionali e gli onori militari, ha avuto luogo la presentazione delle rispettive delegazioni. Quindi il Pontefice è salito sulla papamobile scoperta, accompagnato dal cardinale Salazar, e ha percorso, tra due ali di folla, i quindici chilometri che separano lo scalo dalla sede della rappresentanza pontificia. Un primo bagno di folla per Francesco lungo le vie della metropoli sudamericana a 2600 metri di altitudine: un lungo abbraccio umano tinto di giallo, blu e rosso, i colori della bandiera nazionale. Fedeli, pellegrini e volontari hanno aspettato per ore il passaggio del Vescovo di Roma per testimoniare la loro gioia. In tantissimi si sono riversati nelle strade, rallentando in più di un tratto — fino a fermarlo per qualche istante — il corteo di vetture: centinaia di migliaia di donne, uomini e bambini che non hanno mai conosciuto la pace. Chi oggi in Colombia ha 54 anni, non ha mai vissuto un giorno senza guerra. Intere generazioni sono nate sotto un conflitto che vogliono dimenticare per sempre.

Giunto in nunziatura, ad attendere il Papa era un gruppo di fedeli che hanno eseguito canti e danze tradizionali. Tra loro i giovani del progetto Idipron, che gli hanno donato una ruana colombiana, il tipico poncho locale. Infine Francesco si è recato nella cappella della rappresentanza pontificia per un omaggio floreale alla Madonna.

A fine serata, il presidente Santos ha salutato personalmente in sala stampa i giornalisti che da ogni parte del mondo seguono la visita papale, evidenziando che questo è il «momento di costruire la pace».

Oggi, giovedì 7 settembre, il Papa saluta le autorità colombiane nella Plaza de Armas della Casa de Nariño, poi visita la cattedrale di Bogotá, benedicendo i fedeli dal balcone del Palazzo cardinalizio. Successivamente sono in agenda due incontri con i vescovi: dapprima quelli colombiani, poi quelli del comitato direttivo del Celam. Infine, nel pomeriggio, la celebrazione della messa per la pace e la giustizia nel parco Simón Bolívar, eroe dell’indipendenza latinoamericana.

dal nostro inviato Silvina Pérez

La diretta streaming del viaggio del Papa