Alla vigilia della ripresa del negoziato a Ginevra per una soluzione politica - La Siria accusata di atrocità dagli Stati Uniti

2017-05-16 L’Osservatore Romano

Mentre oggi riprendono a Ginevra i colloqui per raggiungere una soluzione politica della crisi siriana, da Washington arrivano pesanti accuse sui metodi che gli uomini di Assad userebbero per trattare i detenuti. Secondo il responsabile del dipartimento di Stato per il Medio oriente, Stuart Jones, il governo siriano impiccherebbe cinquanta detenuti al giorno dopo torture, umiliazioni e abusi di ogni tipo. Non solo: Jones, parlando ieri ai giornalisti ha riferito di avere le prove dell'esistenza, nel carcere di Sednaya, di un forno usato per bruciare i cadaveri e farli sparire.

Il logo delle Nazioni Unite negli uffici di Ginevra che ospitano i nuovi negoziati (Afp)

«Siamo inorriditi dal fatto che queste atrocità sono state compiute dal regime siriano apparentemente con l’incondizionato sostegno della Russia e dell’Iran» ha detto Jones. Le foto satellitari diffuse da Washington mostrano come nella prigione militare dal 2013 in poi siano state fatte modifiche strutturali. Modifiche interpretate dagli Stati Uniti come il segno della presenza di forni e fosse comuni. «Oltre alle fosse comuni è stato creato anche un forno crematorio» che avrebbe l’obiettivo di bruciare i corpi e far sparire ogni traccia dell’orrore. Facendo questo, Assad avrebbe raggiunto «nuovi livelli di depravazione» ha sostenuto Jones. Le atrocità commesse dal regime siriano — stando al dipartimento di stato — sarebbero gravissime: torture, violenze, umiliazioni di ogni tipo e deprivazione sistematica di ogni diritto umano, anche quelli più basilari.

Le parole di Jones non trovano conferme da fonti indipendenti. Tuttavia, già Amnesty international aveva puntato il dito contro il carcere di Sednaya. Il governo siriano e il Cremlino hanno fortemente smentito le dichiarazioni di Jones.