Al summit del Belt and Road Forum Pechino lancia una nuova era di cooperazione e investimenti - No al protezionismo

2017-05-15 L’Osservatore Romano

Il presidente cinese, Xi Jinping, chiede il rifiuto del protezionismo. Lo fa parlando ai ventotto tra capi di stato e di governo che partecipano, a Pechino, al summit del Belt and Road Forum (Obor Forum) iniziato ieri. Il leader cinese avverte che «in un mondo di crescente interdipendenza e di sfide, nessun paese può affrontare i problemi del mondo, da solo». Xi Jinping chiede «un maggiore coordinamento tra le politiche dei vari paesi», spiegando che si deve «evitare uno scenario simile a quello verificatosi con la crisi finanziaria globale del 2008». Parla quindi di «risultati win-win», cioè in cui tutti abbiano da guadagnarci. Nel programma che propone c’è «maggiore apertura e cooperazione» e l’invito chiaro a «evitare la frammentazione». Ancora più preciso l’invito a escludere quelle che definisce «soglie inibitorie per la cooperazione» o quelli che identifica come «accordi esclusivi». Più di una volta, Xi Jinping torna a ribadire il no al protezionismo. Oggi è l’ultimo giorno del primo Belt and Road Forum sulla cooperazione internazionale nel quadro dell’iniziativa di sviluppo infrastrutturale lanciata dal presidente cinese. Il vertice conta tra gli ospiti il presidente russo, Vladimir Putin, il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, e tanti altri capi di stato e di governo e ministri da oltre 150 paesi. Si punta ad affermare nero su bianco, su un comunicato finale congiunto, l’impegno dei paesi presenti al forum «a un’economia aperta e a un commercio inclusivo» e una «ferma opposizione a ogni forma di protezionismo». Dovrebbe emergere — dicono gli analisti — innanzitutto un accordo per la realizzazione di infrastrutture sia nel campo dei trasporti sia in quelli dell’energia e delle telecomunicazioni. E poi anche sul lavoro congiunto per un sistema finanziario sostenibile e stabile nel lungo periodo.+