​Al Festival des Musiques Sacrées du Monde di Fès - Musica ed ecologia

2017-05-18 L’Osservatore Romano

È l’acqua come fonte di vita il tema centrale della ventitreesima edizione del Festival des Musiques Sacrées du Monde in corso a Fès fino al 20 maggio. Una scelta in linea con le tematiche affrontate durante la cop22 di Marrakech e che riflette l’urgente necessità di sensibilizzare il pubblico verso un pensiero ecologico sostenibile per salvaguardare il pianeta e uno dei suoi elementi principali. Utilizzare la simbologia dell’acqua all’interno del festival vuole dunque essere un’esortazione a riconciliarsi con la natura, agendo attivamente per preservare l’ambiente. Da una settimana artisti nazionali e internazionali (provenienti da Giappone, Brasile, Spagna e Cina), stanno interpretando il mondo dell’acqua in un viaggio acustico che, partendo dalle celebri fontane decorate con zellige (il mosaico marocchino) di Fès, conduce il pubblico attraverso montagne, foreste e deserto fino all’oceano. Ospite d’onore è la Cina, mentre tra gli artisti invitati — oltre a diverse confraternite sufi (tra cui la tariqa Tijania) e la partecipazione delle musiciste dell’Hadra Zailachiya impegnate a diffondere la conoscenza delle tradizioni e della musica sufi — ci sono Vicente Amigo, tra i più acclamati virtuosi di flamenco, la brasiliana Marlui Miranda, il cantante pop raï belga-marocchino Cheb Rayan, il compositore produttore e cantante marocchino Issam Kamal, il cantautore blues americano Eric Bibb, la musicista cinese Lingling Yu e il francese Marc Vella, soprannominato il pianista-nomade. Il festival si tiene in quella che è considerata la città santa del Marocco, fondata nel 789 da Idriss i, discendente di Maometto, nonché uno dei centri più importanti del mondo islamico. Tra le sue moschee, quella di al-Qarawiyyin è la sede della più antica università islamica con una biblioteca di testi coranici che custodisce circa quattromila volumi, tra cui una copia del Corano del ix secolo scritta in caratteri cufici su pelle di cammello e una del vangelo di Matteo risalente al xii secolo, tradotta in arabo da uno studente cristiano proveniente dall’Andalusia. L’università, fondata nell’859 da Fatima al Fihri, è stata riaperta di recente dopo un lungo restauro consentendo l’accesso a tutti grazie ancora a una donna, Aziza Chaouni. L’acqua, del resto, riporta anche alle origine di Fès. Se la sua ubicazione fu scelta proprio grazie all’abbondanza delle fonti della fertile pianura ai piedi del Medio Atlante, la medina della città ha ancora oggi un sistema idrico singolare che ha permesso di rifornire d’acqua la città imperiale con possenti opere di ingegneria idraulica deviando fiumi, creando laghi e costruendo ampie reti di canali. (rossella fabiani)