​Al cammino neocatecumenale il Pontefice ricorda che ogni carisma è per la comunione - Con il respiro della Chiesa

2016-03-18 L’Osservatore Romano

Quando si vive il carisma come grazia di Dio per far crescere la comunione, «si respira nella Chiesa e con la Chiesa». Lo ha ricordato Francesco agli appartenenti al cammino neocatecumenale, ricevuti nella mattina di venerdì 18 marzo.

In settemila hanno gremito l’Aula Paolo vi per l’udienza papale, durante la quale il Pontefice, con il gesto della consegna del crocifisso, ha inviato in missione trecento famiglie, che daranno vita a cinquantasei nuove missio ad gentes in trenta Paesi nei cinque continenti.

«Vi ringrazio, a nome mio, ma anche a nome di tutta la Chiesa — ha detto Francesco rivolgendosi ai missionari in procinto di partire — per questo gesto di andare, andare verso l’ignoto e anche soffrire. Perché ci sarà sofferenza, ma ci sarà anche la gioia della gloria di Dio, la gloria che è sulla croce».

Nel suo discorso il Papa ha affidato al cammino tre parole chiave in vista della missione: unità, gloria, mondo. E ricordando che l’ultima preghiera di Gesù prima della passione è stata per la comunione nella Chiesa, ha messo in guardia dalla tentazione di ritenersi «buoni, magari migliori degli altri», alimentando così giudizi, chiusure, divisioni. «Ogni carisma è una grazia di Dio per accrescere la comunione» ha ribadito. Ma, ha aggiunto, «il carisma può deteriorarsi quando ci si chiude o ci si vanta, quando ci si vuole distinguere dagli altri». Da qui l’invito a custodirlo seguendo la «via maestra» dell’«unità umile e obbediente». La Chiesa — ha spiegato — «non è uno strumento per noi», né «una organizzazione che cerca adepti, o un gruppo che va avanti seguendo la logica delle sue idee». Essa è piuttosto «una madre che trasmette la vita ricevuta da Gesù»; e «questa fecondità si esprime attraverso il ministero e la guida dei pastori».

Il Pontefice ha poi invitato a fuggire dalla «gloria mondana», che «si manifesta quando si è importanti, ammirati, quando si hanno beni e successo». La vera gloria, invece, «si rivela sulla croce: è l’amore, che lì risplende e si diffonde». Si tratta di «una gloria paradossale: senza fragore, senza guadagno e senza applausi»; ma «solo questa gloria rende il Vangelo fecondo».

Infine Francesco ha ricordato che «Dio non è attirato dalla mondanità, anzi, la detesta; ma ama il mondo che ha creato, e ama i suoi figli nel mondo». E rivolto ai missionari ha concluso: «Non sarà facile per voi la vita in Paesi lontani, in altre culture, non vi sarà facile. Ma è la vostra missione. E questo lo fate per amore, per amore alla madre Chiesa, all’unità di questa madre feconda; lo fate perché la Chiesa sia madre e feconda».

Il discorso del Papa