Ai Dirigenti e al Personale dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano (13 gennaio 2017)

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI DIRIGENTI E AL PERSONALE
DELL'ISPETTORATO DI PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL VATICANO

Sala Clementina
Venerdì, 13 gennaio 2017

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Signor Capo della Polizia,
Signor Prefetto Bellesini,
cari Funzionari e Agenti!

Anche quest’anno sono particolarmente lieto di incontrarvi per il reciproco scambio di auguri per il nuovo anno da poco iniziato. A tutti rivolgo il mio più cordiale saluto, in particolare alla Dottoressa Maria Rosaria Maiorino, che ringrazio per le sue cortesi parole. Saluto i componenti dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, come pure gli altri Dirigenti e Funzionari della Polizia di Stato e i Cappellani guidati dal Coordinatore nazionale.

Desidero esprimere a ciascuno di voi la mia stima e la mia viva riconoscenza per il vostro generoso servizio, non privo di difficoltà e di rischi. So che voi rischiate. Voi siete, in un certo senso, gli “angeli custodi” di Piazza San Pietro. Ogni giorno, infatti, presidiate questo peculiare centro della cristianità, e altri luoghi di pertinenza del Vaticano, con grande sollecitudine, professionalità e senso del dovere. E specialmente in questi ultimi tempi, avete dimostrato competenza e coraggio nell’affrontare le tante sfide e i diversi pericoli, impegnandovi con generosità nella prevenzione dei reati. Così avete reso sicuro l’accesso dei pellegrini in Basilica, come anche agli incontri con il Successore di Pietro. Per tutto questo vi ringrazio tanto! Vi ringrazio; non sono parole, queste, è di cuore: grazie! Conosco la fatica del vostro lavoro e i sacrifici che ogni giorno dovete affrontare. Sappiate che vi apprezzo molto e spesso penso con sincera riconoscenza a voi e alla vostra preziosa opera.

Il Giubileo straordinario della Misericordia, evento di singolare rilevanza spirituale, ha visto nei mesi scorsi affluire a Roma tanti pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Anche voi siete stati chiamati ad un maggiore impegno operativo, per far sì che le celebrazioni e gli eventi collegati con il Giubileo si potessero svolgere in sicurezza e serenità. L’ordine esteriore, sul quale voi avete vegliato con grande diligenza, attenta premura e costante disponibilità, ha così contribuito a favorire quello interiore dei pellegrini, in cerca di pace nell’incontro con la misericordia del Signore.

Abbiamo concluso da poco il tempo del Natale, nel quale abbiamo volto lo sguardo a Betlemme, a quella terra e a quella Famiglia che sono diventati la dimora di Gesù. Il Natale ci ha spronato a misurarci, ancora una volta, con l’abbassamento del Figlio di Dio, che ha voluto farsi simile a noi in tutto, eccetto il peccato, per farci comprendere con quale amore ci ha amato e ci ama. Questo amore incommensurabile è un costante invito a convertirci all’accoglienza, alla solidarietà e al perdono verso i nostri fratelli. Così, potremo sperimentare dentro di noi quella pace che gli angeli a Betlemme hanno annunciato per gli uomini di buona volontà.

Cari fratelli e sorelle, il Signore vi protegga nell’adempimento del compito che svolgete in collaborazione con le altre Forze di Sicurezza italiane e vaticane. Vi assista la Vergine Maria, tenera Madre di Gesù e nostra. A Lei affido ciascuno di voi e le vostre famiglie. Nel rinnovarvi il mio sentito compiacimento per il vostro lavoro e per la tenacia e fedeltà con cui lo svolgete, vi chiedo per favore di pregare per me e di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.