AFRICA/CONGO RD - “Siamo stanchi dell’impunità dei guerriglieri”: protesta della società civile del Nord Kivu che chiede maggiore sicurezza


Kinshasa - Alcune “giornate città morta” a Beni e Butembo per protestare per l’insicurezza che sussiste nell’area per la presenza di numerosi gruppi armati.
La società civile di Butembo chiede le dimissioni del sindaco e del comitato urbano di sicurezza di Butembo, che sono accusati di non proteggere la popolazione.
“I gruppi armati che agiscono nella nostra regione sono presenti da diversi anni e in tutto questo tempo non sono mai stati seriamente braccati dalle forze dell’ordine” ha detto a Radio Okapi Polycarpe Ndivito, Presidente delle Féderazione delle Imprese del Congo di Butembo e Lubero. Ndvito, tra i promotori della protesta, ha sottolineato inoltre l’impunità della quale godono i gruppi armati che agiscono nella regione, che hanno approfittato del dialogo offerto dal governo, non per integrarsi nel tessuto sociale, ma per ottenere maggiore libertà d’azione.
Tra i gruppi armati presenti nel Nord Kivu vi sono l’ADF , le FDLR e diversi gruppi locali che sfruttano le rivalità etniche per reclutare i giovani.
Al di là delle motivazioni politiche, questi gruppi sono mossi dall’interesse economico. L’area del Nord Kivu è ricca di risorse naturali, dal coltan, allo stagno, dal legname all’oro, che viene depredata dai miliziani per poi essere esportato con complicità di aziende straniere.
La società civile locale cerca di opporsi alla violenza ricorrendo a forme di protesta pacifica, come le “giornate città morta” con negozi, uffici pubblici e scuole che rimangono chiusi. Il 20 luglio erano stati proclamati tre giorni di “città morta” dalla società civile di Beni per chiedere la liberazione di don Pierre Akilimali e don Charles Kipasa, due sacerdoti congolesi che erano stati rapiti nella notte tra domenica 16 luglio e lunedì 17 . Sulla sorte dei due sacerdoti non si sa ancora nulla.