AFRICA/CENTRAFRICA - Torna la calma a Bangassou, ma il bilancio delle vittime è pesante


Bangui - “A Bangassou la situazione pare più tranquilla. I ribelli, grazie alla mediazione del Card. Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui, che probabilmente è stata determinante, hanno accettato di deporre le armi” riferisce all’Agenzia Fides dalla Repubblica Centrafricana. P. Federico Trinchero, missionario carmelitano a Bangui.
“Il bilancio dell’assalto condotto da un centinaio di anti Balaka è comunque pesante, anche se non come ad Alindao, . A Bangassou alcune fonti parlano di circa 30 morti, altre di addirittura 60. Sono anche situazioni nelle quali non è facile fare un conteggio” dice p. Trinchero. Come riferito ieri da Fides, l’ONU afferma che le vittime sono 26 mentre la Croce Rossa locale afferma che sono 150 .
Anche gli sfollati sono numerosi, sicuramente migliaia. Alcuni hanno attraversato il fiume Oubangui per recarsi nella Repubblica Democratica del Congo”.
Un altro gruppo di ribelli ha deciso di abbandonare la città di Niem - più a ovest rispetto ad Alindado e Bangassou - che occupava da una decina di giorni e dove cerano stati una dozzina di morti ” aggiunge il missionario.
P. Federico conclude comunque con una nota di speranza. “Il 16 maggio, passando attraverso il KM5 , nella zona disabitata e quasi rasa al suolo dagli avvenimenti del 2013-2014 , ho visto che stavano ricostruendo una casa. Non so al momento se questo avvenga grazie al contributo di una ONG, ma è comunque un bel segnale”.