CONFERENZA STAMPA PER ILLUSTRARE LA PARTECIPAZIONE DELLA SANTA SEDE ALLA 55 a EDIZIONE DELLA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA



  • INTERVENTO DEL CARD. GIANFRANCO RAVASI

  • INTERVENTO DEL PROF. PAOLO BARATTA

  • INTERVENTO DEL PROF. ANTONIO PAOLUCCI

  • NOTA INFORMATIVA

    Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene una conferenza stampa nel corso della quale viene illustrata la partecipazione della Santa Sede, presente per la prima volta con un suo padiglione, alla 55a edizione della Biennale d’Arte di Venezia, che si svolgerà dal 1° giugno al 24 novembre 2013.
    Intervengono l’Em.mo Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani e il Prof. Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia. Sono inoltre presenti Mons. Pasquale Iacobone e la Dott.ssa Micol Forti, entrambi del Pontificio Consiglio della Cultura.
    Pubblichiamo di seguito gli interventi del Card. Gianfranco Ravasi, del Prof. Paolo Baratta, del Prof. Antonio Paolucci e una nota informativa sul Padiglione della Santa Sede alla Biennale d’Arte di Venezia:

  • INTERVENTO DEL CARD. GIANFRANCO RAVASI

     Testo in lingua italiana
     Testo in lingua inglese

     Testo in lingua italiana

    In Principio

    CREAZIONE, DE-CREAZIONE, RI-CREAZIONE

    L’arte contemporanea è al centro degli interessi del Pontificio Consiglio della Cultura perché costituisce una delle espressioni più significative della cultura di questi decenni. Così si è deciso di promuovere, per la prima volta, la partecipazione della Santa Sede alla 55a Biennale di Venezia. Il progetto rappresenta, dunque, non solo una straordinaria novità, ma risponde a uno degli scopi del Dicastero, ovvero instaurare e incentivare le occasioni di dialogo con un contesto sempre più ampio e diversificato.

    Per questa prima partecipazione è stato scelto un tema fondamentale per la cultura e la tradizione della Chiesa, nonché fonte ispiratrice di moltissime opere che hanno segnato la storia dell’arte: il racconto presente nel primo libro della Bibbia, la Genesi.

    In particolare sono stati scelti i primi undici capitoli, dedicati al mistero delle origini, all’ingresso del male nella storia, alla speranza e ai progetti degli uomini dopo la devastazione simbolicamente rappresentata nel diluvio. Un ampio lavoro collegiale sulla molteplicità dei temi offerti da una sorgente così inesauribile ha portato all’individuazione di tre nuclei tematici sui quali gli artisti coinvolti hanno accettato di misurarsi: la Creazione, la De-creazione, la Nuova Umanità o Ri-creazione.

    Il tema della Creazione si concentra sulla prima parte del racconto biblico, quando l’atto creativo prende forma, tramite la Parola, nel soffio dello Spirito, generando le dimensioni del tempo e dello spazio e ogni forma di vita, fino agli esseri umani.

    La De-creazione intende focalizzare l’attenzione sulla scelta dell’uomo di contrapporsi al progetto originario di Dio, attraverso forme di distruzione etica e materiale come il peccato originale e il primo omicidio (Caino e Abele), che ci permettono di riflettere sulla "disumanità dell’uomo". La violenza e la disarmonia che ne scaturiscono innescano un nuovo avvio nella storia umana, che inizia con l’evento di punizione-purificazione del diluvio universale.

    Il momento del viaggio, della ricerca, della speranza, rappresentato nella narrazione biblica dalle figure di Noè e della sua famiglia e poi da Abramo e dalla sua discendenza, porta infine a disegnare una Nuova Umanità e una creazione rinnovata, dove un profondo e interiore mutamento restituisce senso e vitalità all’essere e all’esistere.

    Ognuno di questi aspetti ha costituito, chiaramente, soltanto un punto di partenza per gli artisti selezionati. Con essi si é stabilito un dialogo vitale, ricco ed elaborato, segno di una moderna e rinnovata committenza. A loro va il mio più vivo ringraziamento.

    [00662-01.01]

     Testo in lingua inglese

     In the Beginning

     CREATION, UNCREATION, RE-CREATION

    The Pontifical Council for Culture holds contemporary art at the heart of its interests for it is one of the most important cultural expressions of recent decades. The Council is promoting the Holy See’s very first participation in the Biennale Arte, a project that is not only extraordinarily innovative, but also responds to its own objectives, that is instituting and promoting occasions of dialogue within an ever broader and diversified context.

    For this first occasion, we have chosen a theme that is fundamental for culture and for Church tradition. It is also a source of inspiration for many whose works that have left a mark on the history of art: the story told in the Book of Genesis.

    Specifically, the first eleven chapters have been chosen, as they are dedicated to the mystery of man’s origins, the introduction of evil into history, and our hope and future projects after the devastation symbolically represented by the Flood. Wide-ranging discussions on the multiplicity of the themes offered by this inexhaustible source led to three thematic areas being chosen with which the artists have engaged: Creazione (Creation), De-Creazione (Uncreation), and the New Man or Ri-Creazione (Recreation).

    The theme of Creation concentrates on the first part of the biblical narrative, when the creative act is introduced through the Word and the breath of the Holy Spirit, generating a temporal and spatial dimension, and all forms of life including human beings.

    Uncreation, on the other hand, invites us to focus on the choice of going against God’s original plan through forms of ethical and material destruction, such as original sin and the first murder (Cain and Abel), inviting us to reflect on the "inhumanity of man." The ensuing violence and disharmony trigger a new start for humanity, which begins with the punitive/purifying event of the Flood.

    In this biblical story, the concept of the voyage, and the themes of seeking and hope, represented by the figure of Noah and his family and then by Abraham and his progeny, eventually lead to the designation of a New Man and a renewed creation, where a profound internal change gives new meaning and vitality to existence.

    Clearly, each of these aspects was only a starting point for the selected artists. A vital, rich, and elaborate dialogue has been established with them and is a sign of a renewed, modern patronage. To them, my most heartfelt thanks.

    [00662-02.01]

     

  • INTERVENTO DEL PROF. PAOLO BARATTA
  •  Testo  in lingua italiana
     Testo  in lingua inglese

     Testo  in lingua italiana

     La presenza per la prima volta della Santa Sede tra i padiglioni della Biennale di Venezia è un evento di grande importanza, e come tale è salutato dal mondo dell’arte e della cultura. Avvertiamo questa scelta come una conferma del ruolo importante che la Biennale svolge come luogo d’incontro e dialogo.

    Fin da quando ci è stata manifestata l’intenzione di questa iniziativa abbiamo seguito con attenzione l’evolversi del progetto, al solo scopo di accertare che vi fosse sintonia tra l’intenzione del Pontificio Consiglio della Cultura e quello che la Biennale, per sua natura, offre e può offrire.

    La Biennale è un luogo per sua essenza di partecipazione. Intorno alla Mostra internazionale da noi organizzata, convergono energie diverse rappresentate dai paesi partecipanti (partecipazioni ufficiali) e da vari enti no-profit che sviluppano proprie iniziative (eventi collaterali). Ciascuno apporta un proprio contributo, ciascuno è mosso essenzialmente dal desiderio di essere riconosciuto come parte del grande dialogo che si svolge nel tempo presente intorno alla creazione artistica, imprescindibile espressione vitale, oggi come ieri, della cultura e della civiltà.

    Qui si leggono, in sovrapposizione e con grande chiarezza, le due geografie: quella segnata dai confini politici, etnici, culturali, linguistici, e quella delle relazioni tra gli artisti che quei confini superano e scavalcano, o ignorano.

    La Biennale, però, non è un mercato ove si dispongono le opere in relazione al loro valore venale; né è un’Accademia ove si dettano regole. Si può dire, semmai, che essa è il luogo dove l’opera d’arte è considerata nel suo nascere, come frutto dell’anelito, delle motivazioni e dell’urgenza dell’artista, e non per la sua destinazione finale (non è quindi luogo, ad esempio, per una mostra d’arte sacra).

    La scelta della Santa Sede coincide con un periodo nel quale l’arte contemporanea, un tempo oggetto di attenzione di ristrette minoranze, ha rotto gli argini ed è diventata oggetto di attenzione di una sempre più vasta comunità: è diventata popolare.

    Questa espansione ha accentuato il pericolo di mercificazione, accrescendo anche le tentazioni in tal senso della fragile pratica dell’artista.

    Il contemporaneo dilagare di immagini e le possibilità nuove del loro utilizzo offerte dalla tecnologia, possono, a loro volta, indurre il pericolo di un affievolimento della capacità (per non dire dell’interesse e del desiderio) di interrogare l’opera d’arte enucleandola dalle infinite invenzioni creative che la modernità ci offre. E si rischia anche che, dopo tanto avanzamento, possa intervenire una regressione con perdita di vitalità.

    A fronte di questi rischi sta pur sempre la straordinaria importanza di questo "avanzamento" per le opportunità che offre ad un più ampio e coinvolgente dialogo sull’arte.

    Questi temi sono ben vivi nell’attenzione della Biennale, e sono presenti in modo particolare proprio in questa 55.ma Esposizione Internazionale d’Arte che, come esplicitamente diciamo, è una mostra-ricerca. L’arte contemporanea nei suoi alterni sviluppi ha visto artisti proclamare idee ed esprimere concetti che cercano forme e, all’opposto, ha visto artisti creare forme che sollecitano riflessioni; ma ha sempre avuto davanti a sé come oggetto di interesse l’uomo e i suoi quesiti, alla ricerca non della passività del consumatore, ma della attiva partecipazione di chi la osserva.

    E anche da questo punto di vista ci pare quanto mai importante, proprio in questo periodo, la rinnovata attenzione della Santa Sede, che può concorrere in modo del tutto speciale a sostenere, direttamente e indirettamente, un’intelligente e selettiva attenzione e una qualificata committenza.

     [00664-01.01]

     Testo  in lingua inglese

     The world of art and culture welcomes a new event at this year’s Venice Art Biennale. For the first time the Holy See will also be represented in the pavilions of the international art exhibition. This decision is a confirmation of the significance of the Biennale as a platform for exchange and dialogue.

    Since the outset of this project, we have followed its evolution closely in order to ascertain that the aims of the Pontificio Consiglio della Cultura (Pontifical Council for Culture) were in line with what the Biennale, by its very nature, can offer.

    The quintessence of the Biennale is "participation". Diverse energies converge around this International Exhibition we organize, both in the form of participating countries (official participations) and non- profit organizations which develop their own projects (collateral events).

    Each one makes its own contribution and is driven by the desire to be seen as part of the far-reaching current debate about artistic production which is considered today, as it was in the past, a vital expression of culture and society.

    Within the context of the Biennale two overlapped perspectives emerge very clearly: one is distinguished by cultural, ethnical, linguistic and political boundaries, the other by the rapport between the artists, who either subjugate and go beyond those boundaries or simply ignore them.

    However, the Biennale is not a marketplace for exhibiting art in relation to its commercial value; nor is it an Academy dictating rules and conditions. It is rather a place where a work of art is viewed in the context of its creation, as the fruit of the yearnings, motivations and urges of artists and not in view of its final destination (it is therefore certainly not the venue for a Sacred Art exhibition).

    The Holy See’s decision has come at a time when contemporary art, once the focus of a small minority, has broken its boundaries and is now appreciated by an expanding audience; in short, it has become popular.

    However, this expansion has increased the danger of commodification, and consequently the temptation of the artist’s fragile practice to veer in that same direction is great.

    Conversely, today’s extensive availability of images, coupled with the growing number of the new high-tech ways of using them, is in danger of diluting the ability (not to mention the interest and desire) to question works of art by differentiating them the infinite array of creative inventions that the modern world can offer. This may jeopardize what has been achieved so far and lead to a regression and, therefore a loss of vitality.

    In the wake these events, one must consider the enormous significance of this new "development" for the opportunities it can provide in creating a vaster and more captivating debate on art.

    These themes are very much the focus of the Biennale and are especially vibrant in this 55th edition of the International Art Exhibition that is, and we expressly state, an exhibition-research.

    Over the years, the mixed fortunes of contemporary art have witnessed artists express ideas and make declarations that required a form and conversely, artists create forms that demanded reflection. Yet it has always placed humankind and its doubts at the forefront, seeking the actively engaged viewer rather than the passive consumer.

    From this point of view, the renewed attention of the Holy See at this time seems extremely important, as it can support, in a very special way and both directly and indirectly, discerning and accurate focus for a qualified commission.

    [00664-02.01]

     

  • INTERVENTO DEL PROF. ANTONIO PAOLUCCI
  •  

     Testo in lingua  italiana
     Testo in lingua  inglese

     Testo in lingua  italiana

     GLI ARTISTI 

    In un padiglione che si configura come un territorio aperto agli attraversamenti culturali e ai percorsi emozionali, si è scelto di individuare, in sinergia con la commissione scientifica, un ristretto nucleo di artisti di livello internazionale che, nella varietà dei linguaggi e delle tecniche, presentassero caratteristiche, sensibilità e aperture convergenti sul percorso elaborato.

    Il tempo della Creazione è stato affidato a Studio Azzurro, che ha fatto dell’immagine immateriale, della luce, dello stimolo sonoro e sensoriale, la base della propria ricerca, riflettendo sulla dimensione percettiva dello spazio come luogo dell’interrelazione, attraverso un meditato utilizzo dei nuovi media. Questo lavoro innesca un dialogo ricco di echi e di rimandi tra il regno vegetale e animale e la dimensione umana, che porta con sé, attraverso il ricordo, altre e personali narrazioni delle origini, all’interno di un piano interattivo che diventa anche attraversamento temporale.

    Per la De-creazione si è riflettuto sull’opportunità che il tema emergesse con una forza esplicita, capace di far convergere le questioni più attuali. Le fotografie di Josef Koudelka sono state scelte e disposte dall’artista in una precisa sequenza dalla straordinaria potenza evocatrice, in cui emergono temi come la distruzione della guerra, il consumarsi materiale e concettuale della storia attraverso il tempo, i due poli di natura e industria. Sono immagini che denunciano un mondo in abbandono e ferito, e allo stesso tempo si rivelano in grado di trasformare frammenti di realtà in opere d’arte ai limiti dell’astrazione.

    Il momento della Nuova Umanità o Ri-creazione ha fatto convergere l’attenzione sull’attività di Lawrence Carroll, e in particolare sugli aspetti del suo lavoro legati ai materiali di recupero e ai processi di trasfigurazione, che nelle sue opere si rivelano concreti e simbolici allo stesso tempo. Una elaborazione che, meditando anche sulle esperienze dell’Arte Povera, attua un’azione continua e ciclica di riparazione/erosione, congelamento/disfacimento, pausa/riattivazione e reintroduzione degli oggetti nel circuito temporale, facendo coesistere fragilità e monumentalità.

    E tuttavia nessuno dei tre interventi presentati può essere percepito appieno senza tener conto della somma dei tre momenti di questo percorso attraverso la Genesi, come se ognuno fosse in qualche misura capace di contenere e comprendere gli altri.

     [00663-01.01]

    Testo in lingua  inglese

    THE ARTISTS

    In a pavilion configured as wide open to cultural intersections and emotional pathways, we decided to select, in collaboration with the scientific committee, a group of internationally renowned artists who, in the variety of their languages and techniques, would produce converging characteristics, sensibilities, and openings with reference to the path chosen.

    The theme of Creation was entrusted to Studio Azzurro, which places the immaterial image, light, sound, and sensory stimuli at the center of their artistic investigation, reflecting on the perceptive dimension of space as a locus of interrelationships through a thoughtful use of new media. Their work triggers a dialogue, awash with echoes and reverberations, between the vegetable and animal kingdoms and the human dimension, which leads, via memory, to other personal narrations on the concept of origins within an interactive plane that is also a temporal intersection.

    In terms of De-Creazione (Un-Creation), we reflected on whether it would be opportune to explicitly bring the theme to the fore and make it converge with extremely modern questions. Josef Koudelka’s photographs were chosen and organized by the artist himself into a specific and extremely evocative sequence, where themes such as the destruction brought about by war, the material and conceptual consumption of history through time, and the two opposing poles of nature and industry are made to emerge. The photographer’s images expose an abandoned, wounded world, and at the same time are able to transform fragments of reality into works of art bordering on abstraction.

    With the Ri-Creazione (Re-Creation) we concentrate on the activity of Lawrence Carroll, and in particular those aspects of his work tied to salvaged materials and the processes of transfiguration, which the artist presents both realistically and symbolically together. His is an elaboration that, meditating on the experiences of arte povera, actualizes a continuous and cyclical action of recovery and erosion, of suspension and decline, and of pause and reactivation through the reintroduction of objects into a temporal circuit, forcing fragility and monumentality to coexist.

    And yet none of the three artistic works can be fully appreciated without recourse to the overall meaning of the three moments as presented in Genesis—each and every one of these moments is able to contain and comprehend the other two.

    [00663-02.01]

  • NOTA INFORMATIVA 

    Padiglione della Santa Sede
    55a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia

    In Principio

    Arsenale di Venezia - Sale d’Armi nord
    Vernice del Padiglione
    31 maggio, ore 16.30

    La Santa Sede partecipa quest’anno per la prima volta alla Biennale di Venezia con un Padiglione ispirato al racconto biblico della Genesi. In Principio è il titolo scelto dal commissario, il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che, in linea con gli intenti del Dicastero di incentivare il dialogo con la cultura contemporanea, ha ideato e promosso questa novità assoluta.
    I primi undici capitoli della Genesi sono stati l’incipit per la feconda e articolata fase di riflessione, coordinata dal curatore del Padiglione Prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani. Da qui si è proceduto all’identificazione di tre nuclei tematici, affidati ad altrettanti artisti per la costruzione di percorsi differenziati ma tra loro comunicanti.
    La Creazione è stata affidata a Studio Azzurro. Attraverso un utilizzo meditato dei nuovi media, lo storico gruppo milanese ha risolto la sfida con un’installazione interattiva che vede l’uomo in posizione centrale e stimola l’osservatore ad un movimento fisico-sensoriale e mentale, nello spazio circostante e nella memoria collettiva e individuale.
    Per la De-Creazione è stato scelto il fotografo ceco Josef Koudelka: la potenza delle sue fotografie panoramiche in bianco e nero racconta la contrapposizione dell’uomo al mondo e alle sue leggi, morali e naturali, e la distruzione materiale derivante dalla perdita di senso etico.
    La speranza insita nella Ri-Creazione trova espressione nella specificità dell’arte di Lawrence Carroll. La sua capacità di ridare vita ai materiali di recupero, trasfigurandoli attraverso processi di ripensamento e rigenerazione, apre contro ogni previsione nuove possibilità di coesistenza tra dimensioni all’apparenza estranee come fragilità e monumentalità.
    Catalogo del Padiglione, italiano e inglese (Editore FMR Art’è, Roma)
    Criteri di sobrietà ed economicità hanno guidato la progettazione e l’allestimento del Padiglione, i cui costi sono totalmente sostenuti dagli Sponsors, particolarmente da ENI e Intesa SanPaolo.

    Biglietterie: Arsenale e Giardini
    Prevendite e ulteriori informazioni: promozione@labiennale.org

    Orari: 10:00 – 18:00 Chiuso il lunedì (escluso lunedì 3 giugno e lunedì 18 novembre 2013)

    Ufficio Stampa e Informazioni: email: arte@cultura.va Sito: www.cultura.va

    [00666-01.01]

    [B0295-XX.01]